La luce di Yelekebougou

E’ strano iniziare il blog proprio stasera. Mentre web e tv trasmettevano la notizia del tentato attacco terroristico all’hotel Nord Sud a Bamakò noi stavamo combattendo con il servizio internet Orange du Malì. Abbiamo vinto, dopo varie discussioni con i simpatici operatori della compagnia, Antonella ce l’ha fatta… Nous avons internet !

Oggi abbiamo iniziato il monitoraggio dei progetti.  Yelekebougou, il primo villaggio, dove nel 2014 Pietro, il nostro elettricista volontario valtellinese, ha installato un impianto fotovoltaico di illuminazione per la biblioteca della scuola. Siamo stati accolti da musica e balli, le autorità del villaggio ci hanno accompagnati nella visita del post de santè in cui attuale impianto fotovoltaico di illuminazione necessita di un ulteriore potenziamento. La biblioteca, fino al 2014 utilizzata come magazzino, è ad oggi dotata di tavolinetti e sedie per i bambini, di due file di librerie (aimè i libri sono ancora molto pochi), una cattedra ed una lavagna a muro. Abbiamo incontrato 7 dei 9 bambini beneficiari dal progetto di sostegno scolastico (un ragazzo ora studia a Kati e l’altro purtroppo aveva la febbre), la scuola ci ha informati che, poichè i ragazzi sono tutti al termine del ciclo obbligatorio di studi, ci sono circa altri 10 bambini che necessiterebbero del sostegno per gli studi.

Abbiamo condiviso il pranzo con le autorità del villaggio, riso e montone preparato per l’occasione dalle mamà…non abbiamo lasciato nulla nonostante il caldo!!! Prima di ripartire per Bamakò, il capo villaggio, come vuole la tradizione, mi ha batezzata con il mio nome bambara e quindi da oggi io, per il villaggio di Yelekebougou, sono Fatomatà Coulibaly (non sono imparentata con il calciatore).

Pietro si è fermato al villaggio, era emozionatissimo per l’accoglienza ricevuta da tutti e soprattutto per aver ritrovato il suo vecchio amico di danze…sono certa che in questo momento Pietro sia sdraiato su un materasso an plain air a guardare le stelle aspettando trepidamente domani per iniziare i lavori di elettrificazione. Dovrebbe tornare tra sabato e domenica ma chissà…potrebbe decidere di rimanare là.

E’ giunta l’ora di dormire perchè domani ci aspettano a Lenà, un villaggio a circa 150 km da Bamakò.

Lo so che è strano dire che qua va tutto bene dopo quel che è successo stasera ma credetemi, noi stiamo bene veramente e vogliamo pensare solo a portare avanti le nostre attività.

Bonne nuit, a bientot

 

 

 

 

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3 Comments Add yours

  1. roguasco ha detto:

    Cosa dire…mi sono da poco nel mondo del volontariato ma, vedere persone adoperarsi con così tante energie senza nessun tornaconto mi stupisce positivamente ogni giorno di più. È bello rendersi conto che piccoli sforzi fatti qui da tutti si concretizzino in progetti importanti e vitali lì. È anche bello vedere che in questo momento voi state proseguendo il grosso impegno preso con la forte motivazione e determinazione ma anche con la serenità adeguata in un contesto non certo facile. Mi fermo per non diventare retorico, cosa da evitare. Mi viene spontanea una semplice parola per rimanere …in tema: Grazie! Spero che i progetti procedano bene e in futuro si riesca a garantire nuova linfa per la realizzazione di nuovi.
    À bientôt…..Roberto

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  2. Maurizio ha detto:

    condivido pienamente, fin tanto che ci sono persone che credono in futuro migliore e prestano la loro vita il loro tempo ad altri, con tanta determinazione, lasciandosi alle spalle, al momento, gli affetti dei loro cari, al fine di portare a termine progetti molto importanti e, senza aver niente in cambio, creano progetti a termine, dove le attuali e,le nuove generazioni, ne potranno usufruire, progetti per la costruzione di scuole, costruzione e istallazione di impianti fotovoltaici per produrre energia elettrica, insegnare ai bambini a scrivere, e tanto, tanto altro…..mi sento orgoglioso sapere che fra questi volontari ce una persona ( a me cara e, di piu’)..che portecipa in prima persona in questo progetto/i in zone martoriate e comunque non tante tranquille specialmente in questo periodo. e’ una scelta di vita…e, grazie a questi volontari, al loro impegno e determinzione di tutti, se un domani ci sara’ un mondo migliore.
    A TUTTI loro che agiscono con ideali e serenita’ un abbraccio forte e, grazie!
    b.m. mauri

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  3. msaglia ha detto:

    Ciao, ragazze! In questi giorni di violenza, cerco di capire come abbiamo fatto ad arrivare a questo punto. Leggere “La luce di Yelenkebougou” mi da nuova speranza e forza. Ogni giorno si deve combattere per un mondo migliore, continuando a credere che le cose possono cambiare e possiamo convivere, rispettando le nostre reciproche diversità. Anch’io sono stata a Yelenkebougou con Abarekà Nandree Onlus. Ricordo la compostezza delle madri che si dividevano le scarpe da ginnastica di seconda mano portate per i bambini dall’Italia. Chissà perchè, qui non avevo dato importanza a quelle scarpe consumate: la serietà dei volti di quelle donne mi ha fatto capire quanto fossero importanti per loro. In effetti, i bambini, quando va bene, girano con delle infradito. Ricordo anche l’educazione dei bambini che ricevevano i piccoli giochi che avevamo portato con noi: non osavano gioirne e ridacchiavano tra loro cercando di non farsi accorgere. Abbiamo consegnato gli zainetti con i i libri e i quaderni ai bambini sostenuti dall’associazione e poi abbiamo fatto festa.
    Davvero bello! Un abbraccio e buon viaggio!

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